Mark Knopfler: corse, prima passione.

Giuseppe Cesaro ·

“Nell’estate del ’63 mi mantenevo vivo aggrappandomi alle corse, nella speranza di guidare. Alla fine del weekend, quando caricavano le macchine, non ero riuscito nemmeno ad avere un pass e allora me ne sono andato al bar. Me ne stavo lì, in un angolo, a sorseggiare una birra e chi ti entra, ridendo e scherzando? Bobby Brown - il vincitore della corsa - con degli amici e una ragazza che – accidenti – illumina quel posto. Bobby era un tipo selvaggio: un’estate aveva tirato giù la parete di un motel con un martello. Sarebbe stato capace di qualunque cosa. Una notte, per scommessa, aveva corso con una Corvette in mezzo ai campi di grano. Pensavo sarebbe stato emozionante essere come lui: girare con una tipa come quella ed essere il re della pista. Ma, alla fine della fiera, la verità è che volevo solo la sua Cobra. La macchina: lei era tutto”.

L'auto è tutto

Lei è “The Car Was The One” – dall’album “Get Lucky” (1990) - lui Mark Freuder Knopfler (Glasgow, 12 agosto 1949) 68 anni oggi. Virtuoso della chitarra – 44esimo tra i 100 più grandi di sempre, secondo la rivista Rolling Stone – cantante e autore di canzoni, è stato fondatore e frontman dei Dire Straits (l’equivalente del nostro “brutte acque” o “acqua alla gola”) e autore/arrangiatore di praticamente tutti i loro brani. Ex insegnante, laureato in letteratura inglese (non a caso i suoi testi si rivelano di pregevole fattura) ha conseguito tre dottorati honoris causa in musica, ed è stato insignito dell'onorificenza di Ufficiale dell'Ordine dell'Impero Britannico. Quella per la musica è la sua seconda passione. La prima? Le auto. Da corsa, soprattutto.

La 300S rossa del 1955

"L'uomo tranquillo del rock'n'roll”, come è stato definito, è il felice possessore di una splendida Maserati 300S rossa del 1955, con la quale gareggia, ogni volta che i suoi impegni di musicista glielo consentono, nelle competizioni di auto storiche. Un’autentica meraviglia, prodotta in soli 26 esemplari tra il 1955 e il 1958: due porte, cabriolet, sei cilindri in linea (2992,5 cm³), velocità massima 290 km/h, per un propulsore a corsa lunga, sviluppato da Vittorio Bellentani; telaio di Gilberto Colombo, carrozzeria in alluminio firmata Medardo Fantuzzi. Nel ’56 la 300 S vince Nürburgring, Buenos Aires, Gran Premio del Venezuela, Australian Tourist Trophy e Nassau Trophy; nel 1957 Cuba, San Paolo, Lisbona e Palm Springs.

Poi la tragedia di Guidizzolo del 12 maggio 1957: durante la Mille Miglia, esplode uno pneumatico allo spagnolo Alfonso de Portago, che esce di strada con la sua Ferrari ad oltre 250 km/h: pilota e navigatore (l’americano Edmund Gurner Nelson) rimangono uccisi, insieme a nove spettatori, tra i quali cinque bambini. L'evento segna la fine delle corse su strada nel nostro Paese e rischia di far chiudere la Ferrari, le ultime 300S vengono vendute negli Stati Uniti.

Folgorato dal "re senza corona"

Non sono mai cresciuto del tutto – dichiara Knopfler – ed è probabilmente questa la vera ragione per la quale amo così tanto il motor sport. Anche se, purtroppo, non riesco a lasciarmi coinvolgere così tanto quanto mi piacerebbe, sono sempre molto impegnato con la musica… Non ho mai avuto il tempo per mettere insieme una stagione completa e, così, riesco solo a partecipare a una gara ogni tanto.” Una passione cominciata “quando avevo più o meno nove anni e ho visto correre Stirling Moss [66 GP disputati, 16 vinti, 24 podi, 16 pole, 19 giri veloci, soprannominato il “re senza corona” per essere stato, per ben quattro volte di fila, secondo al Mondiale di F1: 1955, ’56, ’57 e ’58, ndr.]. Il futuro leader dei Dire Straits rimane affascinato “dal modo nel quale Moss guidava la sua BRM con motore anteriore e dai suoi duelli con Jack Brabham, al volante di una Cooper: era la sfida tra motore anteriore e motore posteriore”.

Anteriore vs posteriore

Parliamo del 1959: l’anno nel quale la Cooper Car Company (primo team non Casa automobilistica a vincere un Mondiale F1, con Jack Brabham, che bisserà l’anno successivo) rivoluziona le corse, spostando il motore alle spalle del pilota. Moss guida una BRM (British Racing Motors) P25 (2.491cc., 275 cavalli), con la quale si piazza al secondo posto nel Gran Premio d’Inghilterra che si corre il 18 luglio 1959, sui 4.83 chilometri del circuito di Aintree, una cittadina del Merseyside, poco a nord di Liverpool. La P25 verrà distrutta due settimane dopo (2 agosto ‘59), da Hans Herrmann (che uscirà illeso dall’incidente), durante il Gran Premio di Germania. Il GP si è corso a Berlino sul circuito Avus (Automobil-Verkehrs und Übungsstraße: “Strada per il traffico e per le prove delle automobili”): 8,3 chilometri con solo 4 curve, che contendono alla nostra Autostrada dei Laghi il titolo di prima autostrada europea.

In pista non puoi sbagliare

Knopfler, però, crede che musica e corse siano due mondi profondamente diversi. E non considera le qualità tecniche e la concentrazione richieste per guidare un’auto da corsa, utili a migliorare le prestazioni di un musicista professionista. Musica e corse rimangono universi complementari. La cosa che lo affascina nelle corse – spiega – è il fatto di “dover mettere in sequenza una serie di mosse, senza poter fare nemmeno un errore. Fare musica, per me – soprattutto per quanto riguarda la scrittura – significa dover fare sempre delle scelte, continuare a cambiare questa o quella cosa nella mia testa. Quando mi trovo in pista, invece, mi rendo conto che tutto questo non è possibile. Stai percorrendo un rettilineo e, a un certo punto, arriva una curva e tu devi prenderla per forza e devi essere sicuro di imboccarla nel modo giusto: devi frenare per rallentare, guardare nello specchietto prima di entrare, curvare al momento giusto, indovinare la traiettoria giusta e mantenerla fino in fondo e tutto il resto”.

A lezione da Frank Gardner

C’è differenza tra guidare un’auto normale e un’auto da corsa? “C’è una soglia da attraversare per passare da guidatore normale a pilota e io sono stato davvero molto fortunato perché il come me lo ha spiegato un meraviglioso pilota sportivo che si chiamava Frank Garnder”. Nato a Sidney il 1 ottobre 1931 e morto a Mermaid Waters il 29 agosto 2009, Gardner ha al suo attivo nove Gran Premi di F1. È stato primo nella sua categoria alla 24 Ore di Le Mans (1962), secondo al Campionato Europeo F2 (1967), tre volte primo al British Touring Car Championship (1967-’68-‘73), Campione europeo di F5000 (1971) e primo all’Australian Sports Sedan Championship (1977).

“Frank – ricorda Knopfler - era una straordinaria figura di sportivo. Io ero in tour in Australia in quel periodo e ricordo esattamente cosa mi ha detto. Mi ha fatto sedere in macchina, mi ha guardato e mi ha detto: 'Ok, Mark: siamo tutti i più grandi amanti del mondo e anche i più grandi piloti del mondo.’ E naturalmente capisci immediatamente che la tua curva di apprendimento si impennerà. Poi lui ti osserva mentre guidi e tu ti rendi conto che stai facendo tutto maledettamente male… Ma poi alla fine mi ha detto: 'Io credo che tu abbia un futuro'".

Nel rapporto tra le rockstar e l’auto, abbiamo visto spesso che non tutti i grandi musicisti sono anche grandi piloti: Mark Knopfler è l’eccezione che conferma la regola.

Tag

knopfler  · Motorsport  · Musica  · 

Ti potrebbe interessare

· di Giuseppe Cesaro

Compie 74 anni la voce più sexy del rock: dall'infanzia timida e riservata agli eccessi dello star-system, circondato da bellezze a due gambe e quattro ruote

· di Giuseppe Cesaro

Il chitarrista dei Queen, musicista e scienziato, ha compiuto 70 anni. Fra i suoi milioni di fan anche Jackie Stewart, l'indimenticato pilota scozzese