Uber, causa a Kalanick.

Redazione ·

Benchmark Capital, uno dei maggiori azionisti della società californiana di taxi privati Uber con il suo 13%, ha presentato una denuncia per frode davanti a una corte del Delaware contro Travis Kalanick, il Ceo prima sospeso e poi cacciato nel giugno scorso dopo una serie di pesanti accuse sulla sua gestione, a cominciare dal sessismo. Il sessismo imperversa nelle aziende delle Silicon Valley, dirette quasi tutte da uomini. A Google, il Ceo Sundar Pichai ha appena cancellato una riunione per parlare di questo argomento dopo nuove accuse rivolte da dipendenti donne.

Non come Jobs

Con la sua azione legale, Benchmark Capital, società di venture capital fra i primi a credere nelle potenzialità di Uber, vuole sbarrare la porta in modo definitivo a un possibile rientro di Kalanick al volante, che per altro detiene il 10% delle azioni della società. Nelle settimane scorse, diversi rumours dipingevano Kalanick come un nuovo Steve Jobs, il manager messo fuori da Apple nel 1985 e tornato nel 1996 alla guida di Apple a furor di popolo.

Per 70 miliardi

Il 7 agosto, Garrett Camp, co-fondatore di Uber, era stato in qualche modo costretto a scrivere una mail ai dipendenti sostenendo che Kalanick “non torna” e che la società è impegnata a trovare un nuovo Ceo per rilanciare immagine e business. Si era parlato anche di una donna, poi scomparsa nell’ultima rosa di candidati circolata come indiscrezione. Si stima che oggi Uber valga circa 70 miliardi di dollari, senza essere quotata a Wall Street.   

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