Volkswagen cerca già un nuovo capo.

Francesco Paternò ·

Fa notizia che l’attuale amministratore delegato del gruppo Volkswagen Matthias Mueller, nominato nel settembre del 2015 al posto di Martin Winterkorn travolto dallo scandalo del dieselgate, stia già cercando insieme al supervisory board un successore all’interno. Nonostante il suo contratto vada in scadenza fra tre anni, a metà 2020.

Intervista ad Handelsblatt 

Fa altrettanto notizia che Mueller abbia annunciato il casting in corso a Wolfsburg dando una intervista al principale quotidiano economico tedesco, Handelsblatt, cioè nel modo più plateale possibile. “E’ importante ed è un segnale per la compagnia se viene dalle nostra fila”, ha detto al giornale, sottolineando che il profilo cercato deve avere esperienza internazionale, visione più che capacità di gestione del day by day.

Ed è ancora notizia che lo abbia fatto appena 24 ore dopo la conferma da parte della procura di Stoccarda di essere stato indagato per sospetta manipolazione del mercato in relazione al dieselgate quando era ancora a capo della Porsche. L’accusa, che condivide con l’attuale capo del consiglio di sorveglianza del gruppo ed ex direttore finanziario Hans Dieter Poetsch e con Winterkorn, è di aver “volutamente informato in ritardo” gli investitori sulle conseguenze finanziarie del dieselgate.

Svolta elettrica

Mueller, 64 anni a settembre, ha accelerato la svolta del gruppo tedesco verso l’elettrificazione con un piano per 30 nuovi modelli a batteria entro il 2025,  dirottando massicci investimenti e tenendo in qualche modo la barra dritta nel pieno della bufera del dieselgate.

Ma perché questo auto-annuncio da parte di Mueller così in anticipo sui tempi? Soprattutto negli Stati Uniti, quando un Ceo in carica indica il suo delfino ben prima della scadenza del mandato, borsa e azionisti apprezzano molto. Lo considerano un gesto di forza e stabilità. Sarà così anche per i tedeschi?  

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