EcoMotion, futuro in mostra.

Gloria Smith ·

E' la più grande fiera del "trasporto intelligente" e punta tutto sulle start up: la conferenza EcoMotion, in corso di svolgimento a Tel Aviv, è l'appuntamento da non perdere per le aziende israeliane del settore auto desiderose di mostrare al mercato internazionale di che cosa sono capaci quando si tratta di fare innovazione. Israele non ha alcun costruttore d'auto ma possiede un ecosistema di start up hi tech molto vivace e oggi che l'automobile è praticamente un computer da Israele arrivano alcune delle tecnologie più promettenti.

A caccia di partner internazionali

Il mondo delle start up in genere funziona così: si procede per tentativi e approssimazioni, fino a giungere a innovazioni che conquistano il pianeta. Così in Israele è nata la app Waze, acquisita da Google nel 2013 per un miliardo di dollari e oggi usata dagli automobilisti in tutto il mondo. Dalla ricerca e sviluppo israeliana è nata anche Mobileye, acquisita quest'anno da Intel per la cifra record di 15 miliardi di dollari. Oggi, secondo gli organizzatori di EcoMotion, sono almeno 550 le start up del paese che lavorano sulle tecnologie per i trasporti e almeno 200 saranno presenti alla EcoMotion Conference, a caccia di alleanze con i manager dell'automotive che arriveranno da tutto il mondo.

Auto elettriche "senza fili"

Alcune di queste start up si sono già imposte all'attenzione dei media. Il Times of Israel ne cita alcune, come la StoreDot di Tel Aviv che ha progettato una batteria per auto elettriche che si ricarica in 5 minuti (garantendo un'autonomia di 480 chilometri), o Electroad, start up di Cesarea che ha creato un sistema di ricarica wireless (senza la spina, quindi) per veicoli elettrici installato sotto il pavimento della macchina: la ricarica avviene in maniera "induttiva" mentre l'auto cammina. Il governo israeliano ha già avviato una collaborazione con Electroad per testare a Tel Aviv un autobus con la sua tecnologia.

Visione avanzata per la guida driverless

Ci sono poi aziende come Innoviz Technologies (sede a Kfar Saba) e Vayavision (sede a Or Yehuda), che stanno sviluppando sistemi lidar che, a loro detta, sono ancora più avanzati di quelli di Mobileye: saranno fondamentali nell'auto senza conducente. Su sistemi di visione per veicoli driverless lavora anche Oryx Vision: in questo caso si tratta di sensori con “nano antenna” che avrebbero prestazioni 50 volte migliori (e costi inferiori) rispetto a quelli della rivale Mobileye.

Auto che parlano e robot che guidano

Per auto autonome che dialogheranno non solo tra di loro, per evitare collisioni, ma anche con la strada e le persone, la start up Autotalks, con sede a Kfar Netter, costruisce chip che rendono possibile questo scambio di informazioni tra le macchine e il mondo circostante. L'azienda ha collaborato con Audi e già vende i suoi prodotti sul mercato. Per auto veramente connesse, la start up Otonomo, che si trova a Herzliya, ha creato un app store su cloud che contiene applicazioni e servizi che gli automakers possono offrire ai loro clienti. Ma l'inventiva delle start up israeliane si spinge fino a immaginare non un'auto che si guida da sola, bensì un robot che guida la nostra auto: lo sta mettendo insieme l'azienda IVO Driver Robot (presso la Ben-Gurion University a Beersheba), anche se per vedere in opera questo fantascientifico autista dovremo aspettare ancora alcuni anni.

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