Usa, Fca rischia il tribunale.

Flavio Pompetti ·

NEW YORK Dopo l’Europa, è il turno degli Usa a puntare l’indice accusatorio contro i diesel della Fiat Chrysler. L’agenzia Bloomberg ha scritto che il dipartimento di Giustizia americano sta per presentare una denuncia contro la casa italo americana nella quale sarebbero confermati i sospetti che aleggiano da mesi. Secondo le toghe americane, la Fca avrebbe installato sui suoi suv e sui pickup software in grado di nascondere il vero grado di inquinamento dei motori a gasolio durante i test di convalida. 

Negoziati in corso

La causa non è inevitabile. Governo e azienda sono impegnate in una stretta del negoziato avviato già da mesi, nel tentativo di accordarsi su una soluzione extragiudiziale, che permetta alla Fca di limitare almeno i danni di immagine che verrebbero da un’esposizione prolungata sulla scena mediatica. La società nega ufficialmente ogni addebito, come è tornata a fare con una nota inviata in posta elettronica che dice: “In caso di ricorso al tribunale ci batteremo con vigore, in modo particolare contro l’accusa di avere installato volontariamente dispositivi intesi per contraffare i dati durante i test sulle emissioni”. Intanto la borsa accusa il colpo: sulla piazza di Milano questa mattina il titolo è scivolato intorno a quota 9 euro, con una perdita del 6,3%.

Manovre correttive

Dallo scorso gennaio Marchionne  e i suoi ingegneri sono impegnati in un negoziato con il California Resource Board, nel tentativo di dimostrare che il software adottato da 104.000 tra i pickup Ram e le Grand Cherokee non ha lo scopo primario di falsificare le letture degli scarichi inquinanti. Nel frattempo la società ha proposto all’Epa di installare sui veicoli prodotti dal 2014 ad oggi dei retrofit che correggano l’effetto che il software ha sulla lettura delle emissioni. Il dialogo sarà comunque turbato tra pochi giorni, quando un gruppo di possessori dei diesel dei due modelli aprirà un contenzioso giudiziario separato presso il circuito giudiziario del nord della California, lo stesso che ha giudicato il caso dei diesel Volkswagen. Il dipartimento di Giustizia sarà presente anche in quel giudizio e sta preparando una memoria da presentare in aula.                                                         

Danni enormi

La posta in palio è alta. L’Epa ha valutato a 44.539 dollari per vettura l’impatto finanziario potenziale, e ad un totale di 4,6 miliardi, contro i 16,4 miliardi di attuale capitalizzazione al valore odierno del titolo. La grana si aggiunge a quella scoppiata giovedì in Europa, e mette la Fca in una condizione critica, nella quale le decisioni delle prossime ore potrebbero risultare cruciali per il futuro dell’azienda.

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