The Voice, un marchio nel cuore.

Giuseppe Cesaro ·

Dici Ferrari, dici auto; dici Monza, dici Formula1; dici “The Voice”, dici Sinatra. Francis Albert "Frank" Sinatra, nato a Hoboken (New Jersey) il 12 dicembre 1915 – papà siciliano, mamma ligure – e morto a West Hollywood (Los Angeles), il 14 maggio 1998: diciannove anni fa. Inarrivabile, inconfondibile, indimenticabile. 150 milioni di dischi in 63 anni di stratosferica carriera: più di 2 milioni di dischi l’anno in media. A questi si aggiungono 2 Oscar su 55 film (“The House I Live In”, 19456 “Da qui all’eternità, 1953), 4 Golden Globe, 11 Grammy (su oltre 30 nomination), un Emmy, il Cecile B. De Mille Award, un Peabody, il Kennedy Center Honors (1983), la “Presidential Medal of Freedom” (Medaglia presidenziale della libertà, 1985) e la “Congressional Gold Medal” (Medaglia d'oro del Congresso, 1997).

La  Chrysler della svolta

Indimenticabile la sua voce, indimenticabili le sue auto. Tra queste la Chrysler della svolta: una Convertible verde della metà degli anni ’30. È grazie a lei, infatti, che il ventenne Frank, ancora sconosciuto, entra nel suo primo gruppo (“The 3 Flashes”). Non contano le qualità vocali, ma il fatto che possieda un’auto: i 3 Flashes (di mestiere autotrasportatori) potranno finalmente spostarsi più agevolmente tra un locale e l’altro. La band cambia nome in “The Hoboken Four”: “I 4 di Hoboken”, il quartiere dal quale tutti provengono. Presto, però, le tensioni tra i ragazzi (tutti italo-americani) crescono. Ne fa le spese l’ultimo arrivato, più volte pestato dagli altri tre. Il giovane Frank decide, così, di abbandonare il gruppo a metà del primo tour. Sarà la sua fortuna. E la loro fine. Chissà, forse per questo il marchio Chrysler rimarrà sempre nel cuore del nostro. Nel 1939, partirà per il viaggio di nozze con la prima moglie - Nancy Barbato – a bordo di una decappottabile nuova di zecca. Nel 1942 quando è ormai famoso (tra il ‘40 e il ‘42, come voce della grande orchestra di Tommy Dorsey ha piazzato ben 18 pezzi nelle classifiche di “Billboard”) – verrà fotografato spesso al volante della Convertible di quell’anno.

Thunderbird ‘55

Non di sole Chrysler, però, si arricchisce il garage di “The Voice”. Impossibile, ad esempio, non ricordare la Ford Thunderbird nera, prima generazione (2 porte, V8, 5.1 litri, 193hp, 190km/h, prodotta in poco più di 16mila esemplari) che i dirigenti della Capitol Records acquistano (3mila dollari di listino quando il prezzo medio di una casa non raggiunge i 9mila) per Sinatra il 29 settembre 1955 e gli fanno recapitare al Fountain Blue Hilton Resort di Miami Beach (Florida) il 3 ottobre dello stesso anno. Pare che le “T-bird” siano presto diventate il regalo preferito che il cantante faceva ai suoi amici più stretti e alle sue… amichette.

Continental Mark II ‘56

Altra bellissima Ford è la Continental Mark II del 1956 (Lincoln V8, 6 litri, 285hp, 193km/h): una delle più belle luxury car del suo tempo. E, con i suoi 10.400 dollari, anche una delle più care: due volte una Cadillac (fino all’arrivo della Eldorado Brougham) e addirittura più costosa della Rolls Royce Silver Cloud (5mila sterline). Nel ‘56 se ne venderanno circa 1.300. Tra i felici possessori, anche Elvis Presley ed Elisabeth Taylor.

Cadillac Eldorado Brougham ‘58

In un parco auto così non poteva certo mancare una Cadillac. Tra le favorite, la Eldorado Brougham del 1958, un’auto da sogno (13mila dollari: per una casa, ne bastano poco più di 12mila), tra le più esclusive e avanzate del mondo – V8, 6 litri, 335hp, sospensioni pneumatiche autolivellanti, climatizzatore bi-zona, cruise-control - costruita in soli 304 esemplari, alcuni dei quali in possesso del grande Frank. Il ’58 sarà l’ultimo anno nel quale le Brougham verranno realizzate interamente a Detroit. Per i due anni successivi, infatti, le carrozzerie usciranno dalla torinese Pinifarina: 99 nel ’59, 101 nel 1960.

Dual Ghia L6.4 ‘62

26 esemplari (dei quali pare ne siano giunti fino a noi soltanto 17) è il numero nel quale è stato “tirato” questo autentico gioiello, che fonde potenza americana (motore Chrysler V-8, da 6.4 litri, 335hp) e design italiano (la sublime carrozzeria è opera della torinese Ghia). Si tratta di una delle auto più care (13,500 dollari) ed esclusive degli anni 60 (tra gli altri privilegiati proprietari anche Dean Martin e Lucille Ball) e anche di oggi. Nel 2013 a Monterey una L6.4 del ’62 è stata venduta da Sotheby’s per più di 360mila dollari.

Lamborghini Miura ‘69

Quale modo migliore di festeggiare il compleanno che regalarsi una supercar? È quello che deve aver pensato Francis Albert "Frank" Sinatra il 12 dicembre 1969, quando – prima di soffiare su 54 candeline – ha telefonato personalmente al quartier generale Lamborghini di Sant’Agata Bolognese per assicurarsi (19.250 dollari) una delle 338 Miura, prodotte tra il nov. 69 e il dic. 71: V12, 3.939cc, 370hp, 285km/h. Colore? Arancione metallizzato: il suo preferito. “Quando vuoi diventare qualcuno, ti compri una Ferrari. Quando sei qualcuno, ti compri una Lamborghini”, pare abbia dichiarato, per l’eccitazione procuratagli dal nuovo acquisto.

Jaguar XJS V-12 ‘76

Sette anni più tardi (1975), Sinatra si sposa per la quarta (e ultima) volta. Come tutti i novelli sposi che si rispettino, anche Frank e Barbara (Marx), decidono di scambiarsi un dono beneaugurale. Frank, le regala una Rolls-Royce Silver Shadow (V8, 6.75 litri, 189 hp: 14,830 sterline) del colore dei propri occhi; Barbara gli dona una Jaguar XJS (V12 da 5,3 litri, 244hp, 215km/h) verde corse. Nell’89 Sinatra ne avrebbe acquistata un’altra, praticamente identica, sostenendo che quello era il “principale mezzo di trasporto a Palm Springs."

Imperial Frank Sinatra Signature Edition ‘81

Sono passati molti anni, ormai da quella prima Convertible del ‘35, ma la Chrysler non ha dimenticato la passione di “The Voice” per le sue macchine e decide di ricambiare la sua fedeltà. Nel 1981 l’Imperial (il marchio luxury della casa di Auburn Hills, Michigan) realizza una “Frank Sinatra Signature Edition”. Edizione limitata (5.2litri, 140hp, 19mila dollari) disponibile unicamente nella verniciatura “Glacier Blue Crystal”, un celeste-ghiaccio ispirato al colore degli occhi del nostro, non a caso soprannominato anche “Ol' Blue Eyes”. L’auto è corredata da 16 audiocassette di grandi successi, contenute in una speciale confezione in pelle. Non basta: l’anno successivo, Lee Iacocca – allora Presidente Chrysler – utilizzando le portiere anteriori della Dodge St. Regis ‘79-’81 (la Dodge era una divisione della Chrysler Corporation, ndr.) - farà allungare di 910mm una Imperial, trasformandola in Limousine, per regalarla a Sinatra. Un’auto simile verrà guidata da Burt Reynolds in “La corsa più pazza d'America n. 2” (1984), pellicola sulle corse clandestine di auto, nella quale Sinatra interpreterà se stesso. Tutto torna. Voce indimenticabile, certo. Anche le sue macchine, però...

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