Austin Russell, mister Lidar.

Patrizia Licata ·

C'è anche un giovanissimo startupper nella corsa a sviluppare la tecnologia chiave che farà diventare rapidamente realtà l'auto che guida da sola. E' Austin Russell, americano e ceo di Luminar, società che ha creato quattro anni fa, a soli 18 anni, con il sostegno dell'imprenditore miliardario Peter Thiel (co-fondatore di PayPal e collaboratore del presidente Trump ). Azienda che punta sullo sviluppo di sensori lidar, così avanzati da rendere semplice per un veicolo fare a meno degli occhi del conducente in carne ed ossa.

Quattro anni di ricerca

"Pagato" da Thiel con 100.000 dollari per lasciare l'università di Stanford, dove si era iscritto alla facoltà di Fisica, e dedicarsi alle sue idee "rivoluzionarie" nel campo dell'optoelettronica, Russell, insieme al co-fondatore Jason Eichenholz, ha passato gli ultimi quattro anni a fare ricerca e sviluppo nei suoi laboratori della Silicon Valley e ora ha finalmente presentato alla stampa la sua tecnologia per il lidar, il sistema di telerilevamento di oggetti, superfici e distanze basato sul laser. L'ambizione è far concorrenza a player più consolidati come Velodyne e Quanergy, ma anche a Google e Waymo.

Prezzi ridotti

Non che Russell abbia "inventato" il lidar. Ma il giovane startupper sostiene che quello realizzato da Luminar, risultato finale di 2.000 tentativi, ha caratteristiche imbattibili: prestazioni migliori a costi inferiori, perché Luminar costruisce da sé tutte le componenti, a partire dal chip. Russell non ha svelato il prezzo finale, ma un'indagine condotta dall'agenzia di stampa Bloomberg afferma che potrebbe vendere il suo scanner a meno di 1.000 dollari: i sistemi concorrenti, almeno i più avanzati, costano decine di migliaia di dollari. Questo elemento è importante perché un veicolo al cento per cento autonomo ha bisogno di almeno quattro lidar, ognuno a ogni angolo, per una visione a 360 gradi.

Promessa di prestazioni superiori

I laser nello scanner di Luminar "vedono" ad almeno 200 metri di distanza dal veicolo e percepiscono distanze piccole fino a pochi millimetri. Il sistema funziona anche nella luce abbagliante o nel buio e usa lunghezze d'onda di 1.550 nanometri che, spiega Russell, sono più sicure per la vista umana: oggi i lidar più economici usano le lunghezze a 905 nm che possono irritare gli occhi. Il dispositivo è piccolo come una Nintendo Wii e può essere inserito nel paraurti di qualunque modello di macchina: Russell ha mostrato alla stampa due esempi concreti con due test car, una Tesla Model S e una Bmw i3. Sono tutte prestazioni e caratteristiche che, almeno sulla carta, superano la concorrenza.

In produzione per le Case automobilistiche

Il progetto di Russell non è solo sulla carta. Luminar ha ricevuto finora, non solo da Thiel e dalla sua società di venture capital 1517 Fund, ma da una serie di investitori, finanziamenti per 36 milioni di dollari con cui ha già messo a segno delle acquisizioni e con cui potenzierà la struttura produttiva in Florida (dove si trova la maggior parte dei 150 dipendenti della società) per arrivare a fabbricare 10.000 scanner lidar entro fine anno. Saranno venduti ai costruttori d'auto e ad aziende tecnologiche, definiti da Russell “partner strategici”. Da questa produzione iniziale, Luminar spera di crescere rapidamente: "L'obiettivo sono centinaia di migliaia o milioni di unità a partire dall'inizio del 2018”, annuncia Russell. I lidar saranno messi a disposizione dei costruttori d'auto affinché possano lanciare su scala commerciale i veicoli autonomi intorno al 2021. “Lo potranno fare se qualcuno risolve i problemi che hanno oggi", dice Russell: "Noi speriamo di essere quel qualcuno".

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